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IL BUSINESSMAN DI OGGI GUIDA ELETTRICO

Chi si occupa di mobilità elettrica e di alta tecnologia probabilmente lo conosce già: Federico Lagni è un giovane imprenditore che, con la sua azienda, organizza alcune tra le più importanti conferenze italiane dedicate all’innovazione: dall’ICT alla blockchain, dalle criptovalute alla sicurezza informatica, fino al GDPR e molti altri argomenti.
Nel suo lavoro spiccano la consulenza strategica per il marketing e la comunicazione, ma se si parla di eMobility Federico ha fondato, già nel 2010, il Tesla Club Italy. «Sono approdato alla mobilità elettrica prima di tutto per passione – spiega – anche perché sono stato uno dei primissimi italiani a seguire Elon Musk, già dal lontano 2008, proprio per la sua provenienza dall’hi-tech». Da lì, la fondazione ormai dieci anni fa di Tesla Club Italy, prima ancora dell’arrivo di Tesla in Italia.

Lagni usa la sua Tesla tutti i giorni e viaggia soprattutto per lavoro. È uno dei professionisti che organizza il proprio lavoro anche in base alle pause presso le colonnine di ricarica. Come lui, inizia a crescere il numero di auto elettriche all’interno delle flotte aziendali: più di 2.000 nel 2020 rispetto alle 1.560 dello scorso anno (Fonte, dati e-Motus).

Abbiamo chiesto a Federico Lagni cosa significa utilizzare un’auto elettrica quando ci si muove per lavoro anche sulle lunghe tratte.
 

Lei usa la sua auto elettrica anche e soprattutto per lavoro. Quali sono le differenze nella pianificazione dei suoi viaggi e in generale del suo tempo?

Fondamentalmente, nessuna differenza. La pianificazione è banale (per giunta, è fatta automaticamente dal navigatore dell’auto): l’unica differenza rispetto al viaggio con un’auto endotermica è legata ai tempi: non c’è un allungamento o una variazione del percorso. Nel caso di Tesla, la rete di ricarica Supercharger è molto utile e potente e ciò permette di fare ricariche molto rapide, impattando poco sui tempi di ricarica.
Un viaggio Vicenza-Roma richiede circa 45 minuti in più rispetto a quello con un’auto endotermica, e devo dire che il piacere di guida e di viaggio con l’auto elettrica è aumentato. Nei momenti di ricarica pranzo oppure lavoro con il portatile, come se fossi in ufficio.


Quindi dice che per un professionista l’auto elettrica non è un limite? C’è chi fra loro, forse ancora la maggior parte, vede l’auto o la moto elettrica al massimo come uno sfizio per la domenica.

I limiti sono solo nell’apertura (o chiusura) mentale. Nella maggior parte dei casi, chi guida una Tesla è un professionista o un imprenditore che fa appunto molti chilometri all’anno. Da una ricerca fatta anni fa con Duferco Energia il risultato ottenuto è una media annuale di 52.000 km di percorrenza.

A chi ritiene un’elettrica, o una Tesla in particolare, solo un’auto per la domenica io chiedo spesso: l’hai mai provata? La risposta è quasi sempre negativa, e ciò fa decadere l’autorevolezza di opinioni totalmente slegate dall’aspetto pratico e reale. E aggiungo: l’auto elettrica è un’auto che ci si gode ogni giorno proprio come la domenica, anche lavorando.


Ma se deve fare un viaggio più lungo del solito e ha poco tempo, o è in ritardo, come fa se deve fare più soste o pause più lunghe?

I viaggi lunghi, con la rete Tesla Supercharger, non sono un problema. Tra l’altro, pur avendo il navigatore che indica tutto nel minimo dettaglio, dopo un po’ di viaggi non è quasi più necessario usarlo per pianificare: saremo in grado di farlo da soli, senza fare calcoli complessi, anzi. Sarà semplicemente una nuova abitudine e un nuovo nostro approccio al viaggio, praticamente ininfluente.


Come ritiene il livello delle infrastrutture di ricarica, in Italia? E, parlando di apertura o chiusura mentale, quello culturale degli automobilisti verso l’emobility?

Il livello delle infrastrutture di ricarica in Italia è molto meglio di quanto si pensi. Anzi, mi sento di dire che, già ad oggi, le colonnine elettriche esistenti potrebbero essere sufficienti per un numero di auto elettriche molto più elevato di quello attuale. Questo per un semplice motivo, che vedo spesso tralasciato anche da colleghi del settore: nell’elettrico, il primo punto di “rifornimento” è casa nostra, chiaramente per chi ha il box. Per chi non ce l’ha, comunque, sono allo studio “pratico” molte soluzioni che agevoleranno la ricarica in contesti condominiali.

Spesso cerco di far riflettere raccontando come migliaia e migliaia di persone, già in Italia, guidino elettrico da anni. La domanda che ogni automobilista dovrebbe porsi è: se già molte persone lo fanno, felicemente, da anni… perché non dovrei riuscirci io con molte più colonnine disponibili rispetto soltanto a 3 anni fa?

L’aspetto culturale è fondamentale. È la porta di ingresso in un mondo che, da dentro, è molto più semplice di quanto sembri. Lo vedo anche con Enerev, il nostro servizio di noleggio a breve termine di Tesla: chi ne noleggia una per alcuni giorni torna stranito, sbalordito, entusiasta, con idee e prospettive totalmente nuove.


Il Tesla Club Italy da lei fondato e presieduto si occupa solo della galassia Tesla, o di mobilità elettrica nel suo complesso?

Assolutamente di tutta la mobilità elettrica, anzi. Sebbene portiamo questo nome, i nostri obiettivi a statuto sono la divulgazione e la sensibilizzazione del pubblico sulla mobilità elettrica e tutte le tecnologie ecosostenibili. Da ben 10 anni, in Italia, lo facciamo con ampia efficacia: ci rapportiamo anche con Istituzioni politiche, statali e private, con cui collaboriamo per fare ciò che più è necessario in questo nuovo trend: informazione e formazione, raccontando all’Italia intera un’evoluzione a dir poco positiva.

Abbiamo un pubblico composto da decine di migliaia di persone, spesso professionisti, che tramite le nostre attività, anche offline come la conferenza nazionale Tesla Revolution, fanno il primo passo decisivo verso l’eMobility: informarsi. 

Andrea Bertaglio


 

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