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LA MOBILITÀ ELETTRICA CAMBIA LE NOSTRE CITTÀ

Quando si parla di mobilità elettrica e misure per renderla un fenomeno di massa si pensa sempre a Norvegia, Olanda, California, senza considerare che anche in Italia si sta facendo molto in questo senso, e sotto ogni aspetto.

Certo, ci sono città più o meno a vanti nella transizione verso l’emobility, con le grandi città che, almeno in numeri assoluti, tendono a primeggiare. Eppure, le esperienze più interessanti si trovano spesso in contesti diversi e in città medie o piccole.

BERGAMO: UN ESEMPIO DA SEGUIRE

Un caso emblematico è quello di Bergamo, particolarmente avanti nel contesto italiano. Da un lato perché ha fatto e sta facendo investimenti sulla mobilità elettrica sia pubblica, con l’acquisto di dodici autobus elettrici a cui a breve se ne aggiungeranno altri due, che collettiva, dato che il Comune sta promuovendo il car sharing elettrico (temporaneamente sospeso causa Covid-19) e la micro-mobilità elettrica, come ad esempio quella dei monopattini. Non solo, anche per quanto riguarda il contesto privato e quello commerciale, la città lombarda è avvantaggiata dalla capacità economica della sua popolazione che permette, ad esempio, un maggiore ricambio dei veicoli rispetto al resto d’Italia, dove un reddito mediamente più basso non consente determinate scelte.

E così, guardando ai numeri, Bergamo è saldamente tra le prime dieci province italiane con il più alto immatricolato elettrico, soprattutto se il numero di veicoli elettrici si rapporta al numero di abitanti. Ma ovviamente, ci sono anche delle agevolazioni che invogliano alla guida o all’acquisto di un veicolo a zero emissioni.

Per sapere quali sono, abbiamo parlato con Stefano Zenoni, Assessore all’ambiente e alla Mobilità del capoluogo di provincia. «In questo momento sono attive per le auto full electric due agevolazioni principali, che sono la sosta completamente gratuita nei parcheggi a pagamento e l’accesso alle zone a traffico limitato» ci spiega Zenoni. «Queste stesse agevolazioni si riverberano per così dire sui residenti che, a Bergamo, hanno un permesso di sosta oneroso per gli stalli riservati, mentre nel caso di un’auto elettrica il permesso è gratuito. Per quanto riguarda le agevolazioni dirette e gli incentivi, il Comune negli anni scorsi ha fatto due bandi da 50mila euro per contributi a fondo perduto per il rinnovo delle flotte commerciali delle società che fanno consegne nelle ZTL di Bergamo. Sono stati usati prevalentemente da piccoli fornitori e negozi che fanno consegne a domicilio e sono stati usati prevalentemente per l’acquisto di scooter elettrici».

A Bergamo anche i dipendenti del Comune usano auto elettriche. O meglio le noleggiano, dato che il Comune utilizza di giorno e nei giorni feriali quattro auto elettriche della società regionale di car-renting E-Vai, veicoli che di sera/notte e nei giorni festivi possono essere invece noleggiate dalla cittadinanza, in modo da non lasciarle inutilmente ferme per molto tempo. C’è poi la polizia locale, che sta a sua volta predisponendo l’utilizzo di tre auto elettriche.
 

L'INFRASTRUTTURA DI RICARICA OROBICA

E a livello di infrastrutture di ricarica e di colonnine, invece, come è messa la città lombarda? «Bergamo ha creato di fatto nell’ultimo anno una rete di ricarica su strada passata attraverso un bando che, oltre a garantire che le ricariche fossero gratuite per un anno, ha individuato dei soggetti idonei» spiega l’Assessore. «Di questi, due hanno iniziato ad operare, realizzando un totale di 37 colonnine su strada (di cui una decina fast, cioè a ricarica veloce), che coprono sostanzialmente tutto il territorio cittadino. A queste 37 postazioni di ricarica su strada si aggiungono quelle nei parcheggi o del comune o convenzionati, che sono un’altra quindicina. Un numero che raddoppia a livello di posti auto, se consideriamo che tutte queste colonnine di ricarica sono a doppio allaccio, ossia permettono di ricaricare due auto in contemporanea. L’obiettivo che ci eravamo dati, peraltro in linea con quanto il governo sta indicando, è di avere una colonnina ogni mille abitanti, che nel caso di Bergamo significa 120. Insomma, siamo a circa metà del percorso che ci siamo prospettati di fare da qua al 2024, fine del mandato. Anche se questo settore è talmente dinamico che subentreranno massicciamente le colonnine private nei benzinai o in altri spazi, che diventeranno un interessante nuovo business con il maggior diffondersi delle auto elettriche».
 

UN'EVOLUZIONE CULTURALE

A livello politico, insomma, Bergamo sta facendo molto per l’emobility; a livello tecnico lo sviluppo di mezzi ed infrastrutture è a buon punto; e a livello culturale, invece?  «Penso che siamo praticamente pronti» risponde Zenoni. «Tolte alcune categorie, come ad esempio le persone molto anziane o chi è molto appassionato di motori a scoppio, a Bergamo è da tempo che stiamo tutti parlando di mobilità elettrica, generalmente vista di buon occhio dalla cittadinanza. Parlo di quella che è una mia sensazione, ovviamente, non è una dichiarazione su basi scientifiche. Quasi tutti, potenzialmente, da quello che vedo vorrebbero comprarsi un’auto elettrica». Certo ci sono però anche dei timori, come quello di restare a piedi e quindi non avere abbastanza autonomia, anche se – aggiunge l’Assessore bergamasco, «andando a vedere gli spostamenti che si fanno in auto, la quasi totalità rientra benissimo nell’autonomia che già oggi garantisce un’auto elettrica». O quelli di tipo pratico, come la possibilità di ricaricare la propria auto, possibilmente in tempi non eccessivi. «Ma questi sono superabili da una parte con campagne di informazioni che li smontino, dall’altra con un progresso tecnologico che li contenga» chiosa Zenoni. «C’è poi un altro limite forte percepito da molte persone che è effettivamente quello del costo, che però viene molto ridimensionato dal sostegno dato negli ultimi mesi con gli incentivi all’acquisto».

Un altro aspetto importante di cui è convinto l’Assessore bergamasco è che «la mobilità elettrica favorisca nelle persone anche un’altra cosa che stiamo cercando da tempo di promuovere, che è l’intermodalità». In altre parole, spiega Zenoni, «chi è propenso ad usare un mezzo elettrico è anche più sensibile verso determinate problematiche come il traffico e l’inquinamento atmosferico, e tende a ponderare meglio gli spostamenti, fare scegliere il mezzo di trasporto più corretto e quindi utilizzare anche altri mezzi di trasporto, generalmente elettrici, dall’autobus al monopattino». Insomma entrare nel mondo dell’emobility fa crescere in generale la sensibilità verso ciò che le ruota attorno. «Di conseguenza mi piace pensare che se la mobilità elettrica avrà presa sul grande pubblico, quest’ultimo sarà maggiormente portato a fare questo tipo di scelte e di riflessioni» conclude l’Assessore. 

Andrea Bertaglio

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